Si alza il vento. L’addio al cinema del Maestro

Il film con cui Hayao Miyazaki ha dato l’addio al cinema è un autentico colpo al cuore, un’opera di bellezza eterea e rarefatta ma di forte impatto emotivo che dimostra come il Maestro sia in grado di entrare in profondità nell’animo umano e di percepirne ogni sussurro. Capolavoro di sceneggiatura e scrittura, Si alza il vento è l’epopea di un uomo e di una nazione, il Giappone, in bilico tra amore e guerra, senso del dovere e ritorno al grembo femminile.

Inoltre, una profonda e completa riflessione sul senso della creatività umana e dell’arte nel contesto di una vita e della civiltà, laddove ciò che esiste diventa vero solo se osservato dai nostri occhi.

Per una volta accantonato l’abituale, smagliante sfolgorio visivo e creativo delle opere più famose, Miyazaki presenta una storia molto personale, intima e umana, rappresentata dalla figura reale di Jiro Horikoshi, progettista di aerei nel Giappone degli anni ’20. Nel percorso del suo protagonista il Maestro inserisce le sue emozioni e i ricordi della sua vita, su tutti un amore dolcissimo e soave, una fanciulla fragile, sfortunata ma determinata.si-alza-il-vento-2013-hayao-miyazaki-08

Forse mai nessuna storia d’amore è stata rappresentata con leggiadria e soavità dal cinema come quella di Jiro e Nahoko: una storia nata grazie ad un colpo di vento, dal
vento raccontata e nel vento impressa per sempre. Immagini di una poesia oltre-umana, commoventi ma mai zuccherose, piene di vita e anima, pietà e trasporto, sentimento e realismo. Una storia di pochissime parole, ma di gesti delicati, di sguardi innamorati, di consapevolezza fatale.

Un film fiume, magico e ipnotico, avvolgente come un abbraccio caldo e poderoso.

Ecco: l’addio al cinema di Miyazaki è appunto un abbraccio caloroso, un invito a volare alto, là dove incorrotte viaggiano le carezze, le lacrime e le parole d’amore.

Nel vento.

Totoro, ovvero il coraggio di tornare a sognare

Mentre si approssima il Natale, non sarebbe male rivedere Il mio vicino Totoro, uno degli stupendi capolavori firmati da Hayao Miyazaki, il grande genio dell’animazione giapponese cui già avevamo dedicato un tributo. (https://ilcirro.wordpress.com/2013/05/13/poesia-mitologia-e-metamorfosi-il-mondo-incantato-di-miyazaki/)
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Realizzato nel 1988 e giunto in Italia con “soli” 21 anni di ritardo, Tonari no Totoro rappresenta l’opera più personale del maestro, creata sulla base di ricordi della sua infanzia e dell’adolescenza ed ha segnato la storia dell’animazione, diventando un’icona per il pubblico giapponese, che può ammirare i protagonisti del film in un museo dedicato.

Due bambine, Satsuki e Mei, si trasferiscono con il padre in campagna per stare vicine alla madre ricoverata in clinica. Tra i boschi e i prati esse fanno conoscenza con gli spiriti benigni e buffi che governano la natura: gli spiritelli della fuliggine (i Nerini dei buio) e Totoro, troll dall’aspetto buffo e bonario (che viaggia con il gatto-bus), in grado di provocare (ed evocare) la pioggia, il vento, la germinazione dei semi.

Mescolando le antiche leggende nipponiche con la modernità della favola, Miyazaki confeziona un’opera affascinante, divertente e struggente, dove la leggerezza della trama lascia spazio ad un’amplissima gamma di invenzioni narrative e di profonde suggestioni, incentrate sulla poetica delle piccole cose: l’incanto di un prato, di una cascatella o di un grande albero, l’affetto per i genitori e per i figli, la capacità di sognare e di credere che l’impossibile si avveri, che accanto a noi ci sia qualcuno (o qualcosa) che ci sostenga nei momenti difficili.

Il_mio_vicino_totoroBuoni sentimenti e amore per la natura, dunque, in un film tutt’altro che stucchevole, bensì delicato e commovente: la sequenza in cui Satsuki aspetta per ore il padre sotto la pioggia alla fermata dell’autobus con la sorellina sulle spalle è una tra le più intense di tutto il cinema di animazione.

Come sarebbe bello ritrovare il coraggio di sognare e di vedere il mondo attraverso gli occhi di un bambino e di rivivere le emozioni di un tempo.

Forse Totoro aiuterà anche noi.