Istantanee da una Expo

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Palazzo Italia

E quindi, come giudicare Expo 2015?

L’organizzazione è lodevole: il sito è in ordine, sostanzialmente pulito e gradevole in ogni angolo.

I paesi ospitati hanno interpretato il tema della manifestazione (“Nutrire il pianeta, energia per la vita”) ciascuno a suo modo. Chi bene, chi meno.

C’è chi illustra al meglio le potenzialità della propria agricoltura e della propria biodiversità, chi invece si dà troppo per scontato. Chi sa raccontarsi con freschezza, chi appare invece logoro. (vero, cara vecchia Europa?).

Il tema fondamentale di Expo 2015 è presente? Sì, soprattutto nei padiglioni Biodiversità e Slow Food. Forse un po’ troppo “per addetti ai lavori”, ma in fondo si tratta di una kermesse universale. Tuttavia non si può non apprezzare l’estrazione dell’acqua dall’atmosfera in Qatar, la coltivazione israeliana del deserto salato, l’innovazione agricola messicana e le colture idroponiche belghe e arabe.

Troppa kermesse? Sì, forse alcune spettacolarizzazioni stonano un poco. Ma gli aromi di spezie kuwaitiane e nepalesi, i biscotti allo zenzero e miele polacchi, i costumi uzbechi e qatarioti, gli smalti persiani solleticano i sensi.

Si può mangiare qualcosa senza essere spennati? Sì.

E’inopportuna la presenza delle multinazionali? Decisamente sì, ma forse inevitabile. E’ auspicabile che siano state scelte sulla base di politiche produttive a basso impatto ambientale… (sperèm)…

L’Italia e Milano in particolare ci fanno una bella figura? Sì, molto.

Poteva essere un’esposizione migliore? Forse, ma viste le premesse va bene così com’è.