Poesia, mitologia e metamorfosi: il mondo incantato di Miyazaki.

“Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello.” Parola di Akira Kurosawa.

Chi è questo “lui”, cui l’imperatore del cinema nipponico si inchina reverente? Senza saperlo lo conosciamo da anni, almeno 40: i bambini degli anni ’70 gli devono le prime emozioni della loro vita cine-televisiva, grazie ad alcuni dei serial animati più belli di sempre: Heidi, Lupin III, Anna dai capelli rossi, che “lui” ha creato senza comparire tra i “credits”.

Lui è Hayao Miyazaki, (Tokio, 1941) genio autentico, maestro creazionista e visionario venerato in Giappone e che solo da qualche anno sta ottenendo la giusta consacrazione in occidente e quindi anche in Italia (buon ultima, come sempre).

Il mondo occidentale, ormai abituato al digeribilissimo zucchero disneyano, si è innamorato di Miyazaki quasi a sorpresa, quando nel 2001 vinse l’Oscar con La città incantata (Spirited away), capolavoro inenarrabile del cinema non solo di animazione. 

Improvvisamente, sono stati (ri)scoperti tutti i suoi lungometraggi, prodotti e diretti dalla metà degli anni Ottanta, una volta abbandonato il mondo dei serial. In Italia viviamo attualmente una situazione paradossale: opere ormai vecchie di quasi trent’anni sono distribuite al cinema in prima visione (peraltro meritoriamente, da Lucky red), ottenendo un tardivo, ma meritato ed unanime riconoscimento di critica e pubblico.

A cominciare dalle prime visione più recenti: Il castello nel cielo (Laputa),

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quasi tutto ambientato tra le nuvole, etereo come il pensiero, che narra di un ritorno alle origini: la ricerca affannosa di Laputa, città tra le nuvole, luogo mitico e simbolico, paradiso perduto e Atlantide celeste, opera del 1986 comparsa in Italia solo meno di un anno fa

e Kiki – consegne a domicilio, film del 1988 che abbiamo potuto ammirare solo dal 24 aprile scorso…..

La produzione miyazakiana di lungometraggi annovera quasi solo capolavori: Porco rosso (storia di un aviatore della seconda guerra mondiale), Il mio vicino Totoro (con i suoi diavoletti di fuliggine ed il gatto-bus che ti trasporta sopra i boschi), Ponyo sulla scogliera (opera intimista, sul mistero della natura) Principessa Mononoke, Nausicaa della valle del vento (dove giovani guerrieri lottano per la salvezza del loro mondo). Le opere di Miyazaki  fondono un approccio narrativo e figurativo “europeo” (ritmo sostenuto, avventura senza fine, fisiognomica dei protagonisti ed ambientazione delle vicende) al mondo mitologico, filosofico e favolistico del Giappone antico e moderno. In linea con l’antica tradizione fumettistica nipponica, le protagoniste dei film sono sempre bambine o fanciulle adolescenti, ritratte in un inesauribile processo di iniziazione e formazione alla vita ed al futuro, siano esse destinate a divenire madri di famiglia, principesse o guerriere.

Poesia, creatività, mistero, commozione, dolcezza, destino, crescita, mitologia, fiaba, metamorfosi, le particelle della vita, della natura e dell’arte: gli ingredienti che costituiscono le pellicole di Miyazaki sono infiniti come le vie del cinema; tutto ciò che la settima arte può offrire in fatto di emozione e creatività è di fatto contenuto nelle opere del genio nipponico.

il-castello-errante-di-howl-L-vgImmzPensiamo a Il castello errante di Howl (2004), quel castello bizzarro e scalcagnato che cammina su quattro zampe, alimentato dalla fiamma viva di Calcifer, demonietto animato e pensante, mentre il suo padrone si avventura in infinite scorribande per le terre ed i cieli a difesa del mondo.

ink02E pensiamo soprattutto a La città incantata, capolavoro indescrivibile, premiato con l’Orso d’oro, l’Oscar e decine di altri riconoscimenti, in cui si racconta della giovane Chihiro e delle sue avventure nel mondo degli spiriti, popolato da creature fantastiche, città-cosmo mastodontiche e misteriose, antiche divinità in continua mutazione ed evoluzione. Opera immensa, intensa, enciclopedica, magnetica, epica, splendido romanzo di formazione all’amicizia e all’adolescenza.

Favole antiche, storie moderne, mappe per il futuro: nell’animazione di Miyazaki trionfa l’essenza stessa della vita e del cinema.

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P.S. Miyazaki aveva annunciato il suo ritiro nel 2006. Ora invece è atteso un nuovo film: The wind rises, in uscita a luglio, che racconterà la storia di Jiro Horikoshi, il designer del caccia leggero Mitsubishi A6M Zero Fighter, utilizzato dalla marina imperiale giapponese, durante la seconda guerra mondiale e l’attacco a Pearl Harbor.

Attendiamo ansiosi e fiduciosi.

Bentornato, maestro.

 

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